Che la Penisola Sorrentina fosse terra prospera di tradizioni affascinanti è fatto noto.

La Pasqua è certamente il periodo dell’anno che vede concentrarsi tante usanze che, come in un mosaico, compongono quel vasto patrimonio culturale nel quale tutti gli abitanti della penisola s’identificano e che vivono con passione.

La tradizione delle palme fatte a mano

Insieme alle Processioni della Settimana Santa e alle tradizionali Palme di Confetti, c’è una bellissima tradizione legata alla Domenica delle Palme e tipica di Vico Equense: i colombini in midollo di fico

Queste piccole sculture vengono preparate principalmente per adornare i rami di ulivo da portare a benedire ma ci sono mani capaci di confezionare vere e proprie composizioni di elevata finezza e ricche di particolari.

Le persone più esperte e creative, infatti, non si fermano alla semplice costruzione della colombina: con un sapiente gioco di intrecci si realizzano anche pavoni e fiori più o meno complessi.

Una palma di midollo di fico di Myriam D'Esposito

Le origini

Questa tradizione nacque, quasi certamente, fra gli antichi casali di Vico Equense, in un tempo in cui la vita e i ritmi dell’anno erano scanditi prevalentemente dall’agricoltura.

Proprio in concomitanza di queste “scadenze”  si innestavano delle tradizioni particolari.

In questo caso, la tradizione di confezionare i colombi in midollino nasce col periodo di potatura dei rami “giovani” dell’albero di fico, più tecnicamente quelli che crescono nella parte bassa del tronco.

La rimozione di questi, infatti, consente alla pianta di poter crescere e fruttificare correttamente.

Le palme di midollino di Myriam D'Esposito

La raccolta del midollo di fico e la lavorazione

I rami potati del fico vengono prima selezionati e poi tagliati in tanti piccoli pezzetti; più precisamente da nodo a nodo. 

Successivamente, aiutandosi esclusivamente con dei tralci di vite secca di dimensioni varie si procede all’estrazione del midollo facendo molta attenzione a non rovinarlo.

Il midollino infatti, per essere lavorato, necessita che sia integro e senza il minimo segno di ammaccatura.

Il midollo estratto, per evitare la rapidissima essicazione, viene messo in acqua o in un panno umido così da poterlo modellare in tutta serenità.

Come si lavora il midollo di fico?

A questo punto si scelgono 3 midolli: uno per il corpo, uno più lungo per le ali e un altro per chiudere il colombino.

Generalmente lo schema di lavorazione è il seguente: 

  • il midollo per il corpo viene modellato in modo da creare il becco;
  • il secondo va appoggiato al primo disponendolo a ferro di cavallo;
  • l’ultimo ferma i primi due bloccando le estremità aiutandosi con le dita e legando il tutto con del filo sottile (che sia cotone o rame sottile);
  • con l’aiuto di forbicine appuntite, si definiscono le alette e la codina;
  • una volta pronta, la piccola scultura è pronta per essere legata al ramoscello di ulivo.

 

Palme di Midollo di Fico
di Myriam d'Esposito
Palme di Midollo di Fico
di Myriam d'Esposito
Palme di Midollo di Fico
di Myriam d'Esposito
Palme di Midollo di Fico
di Myriam d'Esposito
Palme di Midollo di Fico
di Myriam d'Esposito
Palme di Midollo di Fico
di Myriam d'Esposito
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Oggi sono davvero pochissime le persone, perlopiù anziane, capaci di realizzare queste meraviglie: il timore che questa tradizione così bella possa estinguersi è forte.

L’auspicio, allora, è che gli appassionati della cultura e storia locale si lascino incuriosire da quest’arte così da apprenderla e tramandarla per tanti e tanti anni ancora!

Si ringrazia Myriam D’Esposito per il contributo fotografico delle sue palme.